OSTEOPATIA PEDIATRICA

OSTEOPATIA PEDIATRICA

 

CONTRIBUTO DELL’OSTEOPATIA IN FASE NEONATALESIRIO

Il perché, il come e quando della manipolazione osteopatica nei neonati e nei bambini.

Per molti genitori il lavoro che facciamo e l’approccio alle diverse problematiche cliniche dei loro bambini, risulta totalmente nuovo.

Vorrei portare l’attenzione sulle premesse e i concetti che ci sono dietro a questa disciplina.

– La prima premessa è l’INTERDIPENDENZA TRA STRUTTURA e FUNZIONE: se una struttura anatomica è integra e ha la possibilità di movimento, la funzione stessa è garantita. Dunque è il MOVIMENTO la funzione primaria alla quale fa riferimento l’osteopata.

– La seconda premessa è che il corpo è un UNITA’ FUNZIONALE DINAMICA, per cui le situazioni cliniche che riguardano la testa possono dipendere da disfunzioni nella pelvi e viceversa.  Ecco perché occorre ripercorrere la storia del corpo per ricondurre a fattori eziologici anche remoti e lo facciamo sia con il racconto anamnestico ma molto più importante con la palpazione afferente del corpo.

– La terza premessa dell’osteopatia è che il corpo ha in sé la capacità intrinseca di regolazione e autoguarigione. Dove c’è una distorsione o restrizione di mobilità e della motilità intrinseca del meccanismo-cranio-sacrale lì ci sarà progressivamente da una struttura una funzione alterata e quindi sintomi associati.

SIRIO

Venendo ora al perché trova indicazione il trattamento osteopatico subito dopo la nascita consideriamo il parto come un evento non poco traumatico per il 90% dei bambini ma che solo il 10% di questi può lasciare effetti evidenti del trauma sotto gli occhi di tutti.
Per il nostro lavoro sono importanti non tanto i traumi che creano lacerazioni, rotture o che fanno perdere la coscienza, quanto tutte quelle situazioni che interferiscono sulla funzione primaria del movimento a livello del cranio, cioè della struttura che più si deve adattare alla dinamica del parto.

Quindi trovano indicazione ad essere trattati tutti i bimbi che hanno avuto una nascita difficile, non solo le emergenze ma tutti quei travagli oltre le 12 ore, o quei parti detti precipitosi, prematuri, giri di cordone ombelicale attorno al collo, modalità espulsione con forcipe o ventose o altre manovre ,presenza di ecchimosi o le così dette “voglie” sulla cute molte evidenti.

Un discorso a parte lo si fa sui bambi nati dal cesareo e dopo epidurali. Nei primi ogni caso va indagato per sapere come si arrivati al cesareo, se per false doglie , o clinica d’ emergenza del bimbo o programmati. Nel secondo caso si deve considerare che parte dell’anestesia viene passata la bimbo con conseguente rallentamento nell’adattamento del SN dopo la nascita.

Siamo in presenza di un esserino in evoluzione plastica sia strutturale che neuro-funzionale per cui l’immediato post- partum è uno dei momenti più importanti della medicina preventiva.

Come si svolge la Prima Visita.
l’Osteopata dedica un tempo rilevante al colloquio di raccolta anamnestica, dove si parla della gravidanza e del parto, così come delle abitudini del bimbo e funzioni fisiologiche. Man mano che il bimbo cresce nella prima visita si da spazio all’osservazione delle funzioni psico-motorie attraverso il gioco libero o guidato anche per evidenziare eventuali aspetti motori e posturali delle tappe evolutive.

MODALITA’ di approccio e MANUALITA:
La manualità è dolce e leggera, con contatti pari a 5 grammi in zone significative del corpo come l’osso sacro e il bacino, le vertebre lombari, medie e cervicali, il diaframma respiratorio con le coste, la base del cranio e la volta cranica.

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